Andrea Devicenzi, animo straordinario

1.140 chilometri in bicicletta, 18.000 metri di dislivello, 4 giorni di trekking e 52.000 calorie disperse

Casalmaggiore, Cremona. Venerdì sera del 16 settembre, la sala dell’Avis di Casalmaggiore è gremita di gente. Un silenzio carico di emozioni accompagna la parole di Andrea Devicenzi, mentre narra con immagini e voce viva la sua avventura in Perù.

E’ tanta la tensione, come se Andrea ci abbia caricato tutti nel suo zaino per portarci con lui in bicicletta tra i panorami nebbiosi della costa del Pacifico peruviano, nel traffico ruggente della panamericana, tra i visi sorridenti e stupiti dei bimbi poveri che lo abbracciano. Lungo la strada che si inerpica sulla sierra delle Ande, nei villaggi e le rovine archeologiche, sino alla mitologica città di Cusco, capitale del regno degli Incas. La città che fu, dopo l’arrivo degli spagnoli, il mattatoio del popolo nativo.img_1714

Un viaggio che da solo non bastava per placare la sete di avventura di Andrea che per quattro giorni, senza nemmeno il tempo di riposare, ha camminato sul sentiero degli Incas che porta alla perduta città di Machu Picchu.

1.140 chilometri in bicicletta, 18.000 metri di dislivello, 4 giorni di trekking e 52.000 calorie disperse. Nulla di extraterrestre! Chiunque con un poco di spirito di avventura potrebbe cimentarsi!
Magari con un bel po’ di giorni a disposizione, un gruppo di amici per dividere le fatiche scambiando due parole, un mezzo al seguito per qualsiasi evenienza, posti sosta stabiliti e prenotati, cibo a sufficienza e di ottima qualità. Magari con un buon allenamento nelle gambe!Cima Viox

Si nelle gambe, perché Andrea 1.140 chilometri in bicicletta e 18.000 metri di dislivello li ha fatti con una gamba sola, da solo e in solo 11 giorni. Il mitologico cammino Inca, il trekking più famoso del Mondo, l’ha percorso con due stampelle, sotto lo sguardo stupito e ammirato delle guide andine.

Ogni cosa è impossibile sino a che la crediamo possibile” non è solo un motto per un’avventura, ma la filosofia con cui Andrea Devincenzi ha affrontato la vita. Una vita che gli dato schiaffi sonori, quelli che ti mettono in ginocchio, che sfiancano anche un carattere forte, ma non l’animo di Andrea che, come dice lui, crede ai sogni, alla bellezza, al farsi stupire perennemente dalla vita.devincenzi

Un atleta puro, specialmente nell’animo, di quelli da medaglia d’oro alle Paralimpiadi. Lui la sua medaglia l’ha conquistata tra le Ande. Nonostante le tante difficoltà e le avversità: un femore della gamba amputata rotto venti giorni prima della partenza, dopo tre anni di preparazione e sacrifici. L’incertezza per la partenza, la tenacia nella ripresa in pochissimo tempo e gabbando persino il parere dei medici.

Ma forse: nulla è impossibile sino a che non lo crediamo possibile! Uno stimolo che Andrea ha regalato con le emozioni delle sue parole e delle sue immagini a tutti i partecipanti. Non ha nascosto nulla, si è raccontato, più che narrare l’avventura ha aperto il suo animo, rivelando emozioni e momenti di estasiante bellezza, ma anche gli attimi di incertezza, di timore, di ansia.

Forse ha ragione l’amico che lo ha presentato al pubblico: Andre Devincenzi merita un posto tra i grandi uomini, quelli che lasciano un segno indelebile, che fanno onore alla storia umana.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.