Arriva in Italia il sito per accogliere rifugiati in casa

Mettere in contatto i cittadini italiani e i richiedenti asilo, promuovendo l’accoglienza domestica diffusa.

È l’obiettivo di “Refugees Welcome”, la piattaforma realizzata nel 2014 da un gruppo di berlinesi per far incontrare chi fugge da guerre e povertà e approda in Europa in cerca di una nuova vita e chi vuole mettere a disposizione una stanza nella propria abitazione che si è diffuso anche in altri Paesi europei e ora arriva anche in Italia.

Il progetto si chiama “Benvenuti rifugiati – Refugees welcome Italia” (presto online) e sta già raccogliendo adesioni da tutto il Paese.

“Siamo in tanti sparsi un po’ per l’Italia, ancora non abbiamo fatto nessun ‘match’ ovvero incontro tra rifugiato e ospitante, ma c’è già qualcuno che si è offerto di condividere il suo appartamento”, fanno sapere gli organizzatori italiani.

Nato dall’idea di Mareike Geiling e Joans Kakoschke, giovane coppia di Berlino che da tempo ospita un 39enne maliano, il sito “Refugees Welcome” ha ricevuto immediatamente tantissime offerte: oltre 780 cittadini tedeschi hanno messo a disposizione una stanza e oggi, a un anno dal lancio sono 210 le persone che sono state sistemate in case private non solo a Berlino, ma anche ad Augsburg, Bonn, Darmstadt, Dortmund, Dresda, Francoforte, Amburgo, Hannover, Konstanz, Lipsia, Marburg, Monaco, Munster, Norderstedt, Offenburg, Stoccarda e Wolratshausen.

A questi poi si aggiungono i 200 che sono stati accolti in Austria (grazie a Refugees Welcome Austria) a Eisenstadt, Knittelfeld, Salisburgo e Vienna, 2 persone accolte grazie all’organizzazione in Polonia e 1 in Spagna.

I nuovi ‘coinquilini’ arrivano da Afghanistan, Albania, Algeria, Bangladesh, Burkina Faso, Camerun, Eritrea, Gambia, Ghana, Kenya, Liberia, Mali, Nigeria, India, Iraq, Iran, Pakistan, Russia, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Siria, Tunisia e Ucraina.

A sostenere il progetto offrendo una stanza nella propria casa sono studenti, professionisti, single o coppie dai 21 ai 65 anni con situazioni abitative diverse.

Come funziona la piattaforma? Il primo step per chi offre casa è ‘iscrivere il proprio appartamento’. Poi sarà Refugees Welcome ad attivarsi per mettere in contatto chi offre ospitalità con i richiedenti asilo e rifugiati presenti nelle strutture del territorio (che possono, a loro volta, iscriversi direttamente alla piattaforma).

Chi paga? Sul sito tedesco è specificato che in alcuni casi sono i rifugiati stessi a pagare, in altre occasioni i costi sono coperti dal welfare federale e locale, in altre ancora tramite microdonazioni raccolte tramite il sito.

Refugees Welcome Italia (la cui piattaforma sarà on line a breve) si sta attivando per lanciare un crowdfunding, una campagna di raccolta fondi per la creazione di una cassa comune tra famiglia e ospite, attivare partnership con istituzioni e associazioni, partecipare a bandi di gara e avvisi pubblici.

Ospitare rifugiati nella propria casa porta vantaggi a entrambe le parti: i rifugiati ricevono una sistemazione adeguata, in forma privata e conviviale in cui può ritrovare il calore domestico e conoscere le specificità culturali del Paese in cui richiede asilo, e chi offre ospitalità può conoscere direttamente una cultura diversa dalla propria.

Come ha scritto Johann, un insegnante tedesco che ha accolto in casa un profugo dell’Iraq: “Azad parla spesso della crisi nel suo Paese di origine. Lo fa con parole semplici, cosa che mi consente di capirlo e imparare tante cose. Adoro ascoltare le sue storie”.

Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

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