Banco Alimentare: un ponte fra bisogno e dono

34 milioni di pasti donati ai poveri, 17.043 tonnellate di alimenti recuperati e raccolti nel bilancio 2015

Presentato in questi giorni il bilancio dell’anno 2015 del Banco Alimentare di Lombardia. La Onlus che dalla sua fondazione si prodiga, con i suoi volontari, per recuperare e ridistribuire gratuitamente le eccedenze di cibo, contribuendo, attraverso l’aiuto alimentare e i gesti che lo circondano a sostegno di persone in stato di bisogno al reinserimento delle persone bisognose.cauto-5

Nell’anno dell’EXPO la vocazione del Banco Alimentare Lombardia ha preso ancor più significato creando un “ponte” tra il mondo del profit e del no-profit e nel caso Expo “tra un palato curioso ed uno stomaco vuoto”.

Tradotto in cifre il bilancio annota che: ogni giorno dell’anno scorso 93.400 persone bisognose in media, in Lombardia, hanno ricevuto un pasto dal Banco Alimentare grazie all’aiuto di sostenitori e partners. Il cibo viene distribuito alle strutture caritative partner che a loro volta aiutano le persone in difficoltà. Sono stati oltre 34 milioni in tutto l’anno 2015 i pasti equivalenti donati grazie alle 17.043 tonnellate di alimenti recuperati e raccolti.

La Rete Banco Alimentare è la più grande realtà in Italia che attraverso il recupero e la distribuzione del cibo si adopera per il sostegno fisico ed insieme per l’inclusione sociale delle persone più povere.

- Crediamo che nessuno debba soffrire la fame – affermano i volontari del Banco Alimentare - siamo impegnati ogni giorno affinché questa visione diventi realtà, c‘è ancora molto da fare –

Uno stimolo per continuare anche per l’anno in corso a cercare di rispondere alle situazioni di povertà e indigenza in vertiginosa crescita nella regione più produttiva e ricca d’Italia: la Lombardia.

Da dove vengono gli alimenti per sostenere l’impegno del Banco Alimentare? Innanzi tutto dalle moltissime persone e imprese trovano nel Banco Alimentare l’interlocutore di fiducia: il ponte attraverso il quale donare il cibo, il proprio tempo, servizi o denaro per aiutare chi soffre la fame.pane

Sono tre i principali canali di approvvigionamento del cibo:

  • La Comunità Europea con il programma FEAD attraverso AGEA (31%)
  • Il recupero da tutti i punti della filiera alimentare, dal campo alla ristorazione collettiva (54%)
  • La Colletta alimentare, insieme alle collette aziendali, dove le persone fanno la spesa per chi è povero (15%)

Il valore dei volontari in prima linea: nel 2015, in Lombardia, 718 Volontari, 18 dipendenti hanno raccolto e recuperato 17.043 tonnellate di cibo, per un valore economico di 47 Milioni di Euro e distribuito l’equivalente di 34 milioni di pasti a 1.254 strutture caritative che lo hanno donato a 209.778 persone povere. Ricordando che insieme al cibo si sprecano lavoro, energia , risorse naturali. Significa meno cibo nella spazzatura e il vecchio bidone della spazzatura si trasforma in una pentola d’oro dove si cucina il buon cibo per i più fragili.

Il totale delle eccedenze alimentari in Italia è pari a 5,6 Milioni di tonnellate. Di queste oggi ne vengono recuperate solo il 10% . Il restante 90% delle eccedenze: 5,1 Milioni di Ton. per un valore economico pari a 12,6 Miliardi di euro ogni anno diventa spreco.spreco alim

A fine bilancio ci sono i “valori guida” che accompagnano la fatica dei volontari per il futuro:

  • Solidarietà e condivisione La solidarietà e la condivisione sono caratteristiche naturali dell’uomo che nascono dalla consapevolezza che l’ “io” e l’ “altro” si appartengono. Il valore della persona nella sua interezza ed il suo bene sono poste al centro dell’attività quotidiana del Banco Alimentare.
  • Dono e gratuità Si può donare qualcosa all’altro solo perché si riconosce di averlo ricevuto. Proprio perché si riceve gratuitamente, si può donare altrettanto gratuitamente e ciò coinvolge non solo i beneficiari finali ma anche i donatori ed i volontari.
  • Carità È l’amore disinteressato nei confronti degli altri, senza attendersi qualcosa in cambio; è volere il bene dell’altro e condividere il suo vivere e il suo destino.

“Bisogna costruire ponti, perché aiutano la pace, non muri” Papa Francesco. 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.