Bonvicini Erminio: storia di un ex calciatore pescarolese

Pescarolo ed Uniti – “Manerbio e la città sociale di Marzotto 1927/1955″ è la seconda edizione di una pubblicazione voluta da Angelo e Michelangelo Tiefenthaler con la collaborazione di Gianbattista Bisetti e Agostino Galuppiniche e stampata dalla Compagnia della stampa Massetti Rodella Editori, per raccontare l’impegno della Marzotto nello sport a Manerbio.

Una parte importante riguarda il calcio ed è proprio per questa attività che una di queste pubblicazioni è arrivata a Pescarolo e l’ex calciatore e promettente ala sinistra, Bonvicini Erminio ce la mostra con una punta d’orgoglio, in quanto anche lui fece parte della Marzotto calcio ed è riportato anche in una foto durante un allenamento con Grazioli, allenatore dell’epoca.

Quando Erminio va con i suoi racconti sulla sua vita nel calcio è difficile fermarlo in quanto la storia è lunga e le avventure vissute sono molte. Considerato che Erminio, nato a Pescarolo il 4 Marzo 1928 in vicolo Fratelli di Dio, ha ancora una buona memoria, abbiamo cercato di ricostruire quel percorso, perché la tanta gente che ha avuto modo di conoscerlo nel suo lavoro di brillante venditore ambulante di stoffe e vestiti, sappia che è stato anche un ottima ala sinistra, purtroppo sfortunato.

Già prima della guerra, frequentava una scuola calcio a Milano, assieme ad altri ragazzi del territorio, portati da alcuni signori di Cremona. Dopo la guerra giocò per due anni nella Grontardese e successivamente a Pescarolo nella Leonida Bissolati e fu lui, incaricato da Alceste Portesani, a chiedere a Cabrini di fare l’allenatore, nonostante le grosse offese che lo stesso subì nel dopoguerra, accettò l’incarico affermando che bisogna guardare “il pastore e non le pecore”. Non ricorda bene, ma gli sembra di non avere finito il campionato perché passò alla Cremonese (Presidente Aldighieri).

In occasione del servizio di leva giocò anche nella militare e inoltre ebbe anche il permesso per giocare in C1 nella Bondenese. Rientrato, non accolse l’invito di Cabrini per andare a giocare con Posio nella Lazio, mentre accettò l’invito di Egisto Antoniotti per andare da lui a Gambara e tramite quella società, accompagnato dallo stesso e da Palmiro Giacomelli, arrivai al Brescia dove accettai la proposta dell’allenatore ungherese Serkei per giocare metà tempo. Finito il campionato, in una fase di preparazione per il successivo, ebbi uno strappo sul muscolo della coscia sinistra e da qui cominciarono i problemi.

Fu il titolare della Berretta armi a portarmi dal primario Dusi, ma la cosa, curata male finì per crearmi problemi anche all’altra gamba. Questo problema e l’arrivo di Cima Bonizzoni come nuovo allenatore portò alla fine del rapporto con il Brescia. Attraverso il riscatto personale del cartellino accettai la proposta di Grazioli e feci un anno al Marzotto, il riacutizzarsi del problema della gamba, mi portò al Fidenza, al Pizzighettone con la Pirelli, alla Rivergarese in Valtrebbia , al Supercortemaggiore, al Gardone Valtrompia, per concludere poi come allenatore della terza categoria del Pescarolo e cessai definitivamente quando il Pescarolo dovette chiudere per mancanza del campo sportivo.

Giampietro Masseroni
Classe 1940. ex sindaco di Pescarolo, appassionato estimatore del proprio territorio, del quale conosce- e riporta- vita, morte e miracoli...