Capodanno a due passi dal cielo

Accogliente nido d’aquila sicuro e confortevole, la Baita della Carità, può essere una meta spettacolare per un capodanno alternativo o per il ponte della Epifania

Zone, Brescia. E’ un balcone con una vista spettacolare sul lago d’Iseo la baita Palmarusso, aggrappata alla pancia del monte Gölem a 1596 metri di quota. Ora ribattezzata “Baita della Carità” dai ragazzi dell’Operazione Mato Grosso che se la sono presa in gestione da qualche tempo. E’ un luogo di pace, dove nelle giornate terse d’inverno lo sguardo corre all’infinito, la notte è un manto stellato e il monte Gölem, che qualcuno ha italianizzato con Guglielmo, il pachiderma che sovrasta la valle bresciana, fa da scenografia con i suoi dolci pendii.baita

Accogliente nido d’aquila sicuro e confortevole può essere una meta spettacolare per un capodanno alternativo o per il ponte della Epifania, campo base per escursioni a tutti i livelli, sia estive che invernali. Difatti i ragazzi dell’Operazione Mato Grosso hanno programmato l’apertura invernale per le feste, la Baita della Carità rimarrà aperta e pronta ad accogliere i fruitori dal 27 dicembre al 2 gennaio e dal 5 all’8 gennaio per il ponte della Epifania.

Ma facciamo un passo indietro, prima di farne in avanti per arrivare alla Baita. Ristrutturata e adibita a rifugio la Baita Palmarusso è stata affidata ai ragazzi dell’Operazione Mato Grosso la scorsa estate che con la volontà che li contraddistingue si sono rimboccati le maniche, sistemato e riaperto la baita-rifugio pronta ad accogliere escursionisti, appassionati di montagna, ma anche famiglie, oratori e scolaresche.vita-al-rifugio

E’ un ambiente confortevole la Baita della Carità con una cucina, 20 posti a tavola, 2 cameroni con 20 letti, 4 bagni con 2 docce con acqua calda. Il tutto nel nome della “carità”, perché i fondi raccolti dalla gestione andranno in aiuto ai poveri dell’America Latina.

Lassù il corpo e l’animo sono più vicini al cielo!baita-con-panorama

L’Operazione Mato Grosso (O.M.G.) è un movimento nato negli anni ’70 che si propone l’educazione dei giovani attraverso il lavoro gratuito per i più poveri in alcuni paesi dell’America Latina. Per mezzo del lavoro i giovani intraprendono una strada che li porta a scoprire ed acquisire alcuni valori fondamentali per la loro vita: la fatica, il “dare via” gratis, la coerenza tra le parole e la vita, lo spirito di gruppo, il rispetto e la collaborazione verso gli altri, la sensibilità e l’attenzione ai problemi dei più poveri, lo sforzo di imparare ad amare le persone.

A sostenere le attività svolte dai volontari nelle missioni provvedono numerosi gruppi di giovani ed adulti che, in Italia, si riuniscono e lavorano per raccogliere i fondi necessari. I giovani realizzano lavori di gruppo durante i giorni della settimana e, nei fine settimana, campi di lavoro.  Questi ultimi vedono i giovani impegnati in raccolte di carta, rottami e altri materiali da macero; o come operai in lavori agricoli, di costruzione, di pulizia sentieri, di costruzione e gestione rifugi.con-chitarra-a-palmarusso

Proprio sull’onda di questa vocazione è nata l’idea di gestire la Baita della Carità ex Palmarusso. Naturalmente sempre nello spirito educativo dell’OMG, che sia sulle Ande che sulle Alpi lascia il segno della via che porta alla altruismo, difatti alla baita della Carità non ci sono tariffe, ma: dormire e mangiare è a offerta libera. “Chi dà di più compensa chi dà poco o niente”.

E’ un modo per educare, per sentirsi più vicini al cielo lassù sul monte Gölem, per comprendere il lavoro dei ragazzi dell’OMG che si stanno autotassando per tener aperta la baita. Lo fanno perché vogliono incentivare la cultura della montagna, il rispetto della natura e la carità verso i poveri come stile di vita. Tutto il ricavato va alle missioni OMG in America Latina.

Il paesaggio dalla Baita è veramente bello e suggestivo, luogo di riposo e di meditazione  vicino al Corno del Bene dove da poco è stata attrezzata una via ferrata, destinata a diventare una classica delle montagne bresciane e già meta di molti scalatori.003-da-sogno

Si raggiunge da Zone (BS) lungo il bosco degli Gnomi, poi proseguire sulla strada silvo-pastorale segnavia CAI 227 fino a raggiungere località Palmarusso (da Zone circa 2 ore a piedi – dislivello 896mt – partenza da 700mt – arrivo 1596mt)  Dalla Baita della carità si può proseguire fino al Corno del Bene 1695mt oppure seguendo segnavia CAI 227A si raggiunge Malga Guglielmo, il rifugio Almici ed il monumento del Cristo Redentore al Monte Guglielmo.

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.