Itinerari / Cascinando, nella campagna cremonese

L’itinerario che in sella alla nostra bicicletta ci porterà alla scoperta del mondo contadino nascosto tra il verde dei campi della campagna a nord della città di Cremona, è una meravigliosa pedalata lontana dal traffico in un ambiente campagnolo che ospita tra le belle cascine della Lombardia. Punto di partenza è la stazione di Casalbuttano, dove a fine itinerario rientreremo da Cremona con uno dei tanti treni diretti a Bergamo che trasportano biciclette a seguito del passeggero.

Dalla stazione andiamo verso il centro del paese con una bella e grande piazza dominata della chiesa, dall’alto campanile e coronata dai portici. Casalbuttano è stato nell’ottocento un importante centro della sericoltura, come testimoniano le filande che svettano nell’abitato, al tempo in cui il baco della seta era diffusissimo nella pianura.

Attraversiamo la piazza lasciando la chiesa sulla nostra sinistra e infiliamo la via che esce dal paese in direzione della frazione San Vito. Prima dell’abitato sulla destra del ponte che scavalca il naviglio civico un’insegna ci invita a imboccare la pista ciclabile che corre al fianco del lungo serpente d’acqua del naviglio e si contorce in una bellissima campagna. E’ facilissimo ammirare germani reali a spasso sull’acqua con la prole o qualche gallinella d’acqua che razzola fra le erbe palustri incuranti del nostro passaggio.

Al primo ponticello imbocchiamo la sterrata sulla destra, abbandonando la ciclabile che in qualche centinaio di metri ci conduce alla bellissima cascina Mancapane che esibisce la facciata imponente quasi fosse l’ingresso d’un castello gotico. Sulla grande aia s’affacciano le stalle di rimpetto alla casa del fattore, le abitazioni coloniche dei braccianti la chiesetta e l’ala signorile, il tipico esempio del grande latifondo agricolo.

Ritorniamo sui nostri passi e proseguiamo sulla ciclabile che si inoltra nella quiete delle campagne cremonesi, quando incrociamo la statale andiamo a destra, vale la pena sopportare un poco di traffico per far visita dopo un paio di chilometri sulla nostra sinistra alla cascina Cavallara che si scorge già dalla statale con le torri gemelle poste ai lati della cinta muraria quasi a difendere la villa rinascimentale e la parte contadina. Ritornati sulla nostra scia riprendiamo la ciclabile per rientrare nel silenzio.

Nella stagione estiva è in granoturco a farla da padrone, ma non mancano le distese di erba medica e di pomodori che ci lasciano intravedere piccoli borghi tipicamente contadini con le cascine di rossi mattoni abbracciate al campanile che svetta sul silenzio della pianura, come Casalsigone. Sullo sfondo, dinnanzi, come fosse un faro nel verde mare, il Torrazzo del duomo di Cremona ci indica la direzione. Poco dopo incrociamo una strada, qui le acque del naviglio vengono convogliate in altre rogge, arterie preziose per i campi, mentre sotto l’ombra delle robinie, un gruppo di nonni ha sistemato tavolo e sedie per duellare a infinite sfide estive al gioco della briscola.

Sotto un’ombrosa galleria arborea la nostra via ciclabile diviene un viottolo sterrato, ma ben tenuto che può essere comodamente percorso da qualsiasi tipo di biciclette. Quando incrociamo la strada carrozzabile possiamo girare a sinistra in direzione Ossolengo per ammirare una serie di cascinali con diverse architetture di pianura: cascina Vernazza, cascina Santini con la piccola chiesa d’angolo che serviva per le funzioni della comunità e casina Costa Santa Caterina. Ritornati sulla nostra ciclabile proseguiamo sempre fiancheggiando il naviglio, ora la via è di nuovo asfaltata.

Quando raggiungiamo il centro abitato siamo a Migliaro, giriamo a destra per imboccare la ciclabile cittadina, fiancheggia la trafficata statale e in poco ci porta ai semafori sovrastati dal cavalcavia della tangenziale, imbocchiamo la ciclabile che segue a destra le indicazioni per Milano, poco dopo una segnaletica turistica sulla destra indica Breda dé Bugni, in pochissimo abbandoniamo gli attimi di traffico e ci troviamo sull’antica Strada Regina.

La strada corre nella campagna ombrata dalla fitta vegetazione, costeggia una roggia, sulla destra un raro esempio architettonico di molino con la ruota verticale interamente protetta da una costruzione medioevale in mattoni. Tre chilometri più avanti troneggia la cascina castello Breda dé Bugni, di impronta quattrocentesca era una cascina-paese che fu sin dal 1551 comune autonomo. La parte supersite dell’antico castello conserva un loggiato rinascimentale.

Facciamo ritorno sulla strada regina, riprendiamo per pochi metri la ciclabile in fianco alla statale e giriamo di nuovo a destra per raggiungere cascina Cambonino sede di un interessante museo della civiltà contadina ( aperto dalle 9 alle 13 dal martedì alla domenica tel. 0372 560025, è opportuno informarsi perché osservano una chiusura estiva ). Dopo la visita al museo non ci resta che entrare in città.

La città di Cremona offre un trekking urbano di alto interesse culturale, ma se siamo di fretta non abbandoniamo la città senza una visita al duomo con il suo Torrazzo, la meravigliosa piazza ingentilita dal battistero, il medioevale palazzo del comune, la loggia dei Militi e un breve giro fra le vie del centro storico con le botteghe di liuteria, nobili palazzi e portici. Per il rientro a Casalbuttano ci sono parecchie corse con trasporto biciclette sulla linea ferroviaria Cremona – Bergamo, con fermata a Casalbuttano.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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