Di viaggi ed altri luoghi

Torre de’ Picenardi (Cremona). Martedì 6 dicembre presso la Sala Consiliare del Comune di Torre de’ Picenardi si è tenuta l’inaugurazione della mostra personale del pittore Roberto Bedani, dal titolo “Di viaggi ed altri luoghi”, curata da Tiziana Cordani. La mostra resterà aperta al pubblico fino a martedì 13 dicembre.

All’appuntamento, fortemente voluto dalla Pro Loco di Torre dè Picenardi, presieduto da Marco Lucaccini, hanno presenziato l’autore, la curatrice Tiziana Cordani, il sindaco Mario Bazzani, il vicesindaco Gianfranco Maffezzoli, il parroco don Claudio Rossi, il sindaco di Piadena Ivana Cavazzini (anche in qualità di consigliere) quindi in rappresentanza della Provincia di Cremona, il Vice Capoarea di Cassa Padana Fabio Tambani.

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Racconti oppure impressioni o magari emozioni od ancora piccole poesie sottratte alla realtà e dislocate entro spazi e tempi che ne sfuggono, spazi di sogno o di incubo, spazi che non stanno fuori ma dentro, dentro la mente, dentro il cuore, racconti che parlano di viaggi, immaginati, intuiti, raramente di cose descritte piuttosto di cose interpretate, scomposte e ricomposte nel colore e nella luce. Si potrebbe allora cercare la parola se questa non fosse del tutto inutile, sostituita dal segno, dalla grafia secca, schematizzata, geometrica, ma di una geometria tutta sua, sbilenca, affannata, fragile, scheggiata, spezzata in rivoli, in sfaccettate scheggiature da pietra preziosa e, come questa, tutta lampi di colore, sfumature delicate, colature e grumi di pittura che cantano e scrivono figure e cose e luoghi, interpretandoli e filtrandoli attraverso questa lettura sofferta, partecipe e teneramente ironica“.

bedani-mostra3Sono quadri di atmosfera, quelli che compongono l’ultima produzione di Roberto Bedani, pittore cremonese la cui operosa e meditata fatica dà ora frutti di maturata e complessa scrittura. Appare ormai sempre più chiaramente una lettura diretta e coraggiosa della realtà urbana con le sue solitudini metropolitane, i suoi spazi fitti di edifici apparentemente deserti, i suoi viaggiatori solitari che attendono treni che paiono provenire da spazi siderali, diretti peraltro verso ignote e lontanissime mete.

Questo spaesamento, questa atmosfera ovattata e nebulosa da racconto di fantascienza, questo mondo che pencola sull’orlo dell’abisso entra ora nell’immaginario di cui la pittura di Bedani nutre la sua ricerca, una ricerca che si trasforma agevolmente, con scandita abilità, in racconto onirico e surreale. Le pencolanti costruzioni, le terre ribaltate e ferite delle discariche, le cattedrali che si frangono goticamente in mille rivoli di luce, sfrangiate e corrose da pennellate fitte e quasi iridescenti di materia, ora si affiancano alle fragili figure che portano come orpelli le insegne del loro fare, inutili baluardi al nulla che le corrode, ironici e pur trepidi accenti di una universale limitatezza che la pittura ora accarezza ora punge e scava, talvolta consolante, sempre partecipe.