Il presepe vivente a Binanuova

Gabbioneta-Binanuova (Cremona). Nonostante la giornata dalla temperatura rigida e la presenza di nebbia fastidiosa, i volontari, che hanno preparato e interpretato questa nuova edizione in forma ridotta nella via centrale di Binanuova del presepe vivente, hanno assolto nel modo migliore il loro impegno.

Dalle ore 15.00 entrando a Betlemme dall’antica porta si aveva modo di trovare lungo il percorso verso la Chiesa, alcuni dei mestieri di un tempo e contemporaneamente degustare i vari prodotti che venivano proposti: dal vin brulè ai formaggi, dalle costine alle salamelle e ai dolci, unitamente ad un bicchiere di buon “clinto”. Sempre presente il caratteristico angolo delle donne impegnate nei lavori di maglieria e dell’esposizione degli stessi risultati realizzati con il ricamo e l’uncinetto.

Alle 17.00 Don Thomas ha dato il via alla parte religiosa. Certamente questo ha comportato per i vari interpreti non pochi problemi, in quanto hanno dovuto restare fermi sul posto con la temperatura così rigida. Si è iniziato nel parchetto accanto all’oratorio, in mezzo alla natura, dove nel silenzio si sentiva solo lo scorrere dell’acqua del fiume, nel quale si riflettevano le luci delle torce accese sulla sponda opposta. Questo l’ambiente nel quale si svolgeva il primo dei tre quadri. All’Oracolo del profeta, che apriva la speranza, si aggiungevano un video del testo cantato da Elisa “A modo mio” e una riflessione registrata di Helder Camara.

Il corteo formato dal Profeta e dagli angeli si portava nello spazio accanto, dove era rappresentato su un carro l’annuncio a Maria che invitava alla fede, accompagnato da un video con dei flash sulla vita di Gesù, il testo cantato dai Negramaro “Il meraviglioso” e una riflessione registrata di Sant’Agostino.

Ci si spostava poi successivamente sulla piazza davanti alla Chiesa dove veniva rappresentata, sempre su un carro, la terza scena: il momento della visita di Maria ad Elisabetta, accompagnato da un video sulle note di “per vivere” cantata da Laura Pausini e l’ultima riflessione registrata da un testo di Don Tonino Bello sul tema della carità.

Infine ci si portava nel cortile dell’oratorio per celebrare la Natività, con l’arrivo anche dei pastori e dei Re magi. Una rappresentazione ridotta, ma sempre motivo di raccoglimento e di preghiera da parte del pubblico, che ha seguito i vari momenti con devozione, in religioso silenzio.

Da parte di Don Thomas va un doveroso grazie a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita dell’iniziativa, oltre ad un particolare ringraziamento alla famiglia che si è resa disponibile ad interpretare il Natale nel quadro della Natività: Stefano, Olga e il piccolo Pietro.