Interlinea

interlinea la mostra al Museo della Stampa di Soncino
interlinea la mostra al Museo della Stampa di Soncino

Soncino- Il Museo della Stampa di Soncino apre il calendario invernale con la doppia personale di due giovani incisori: Manuel Alfieri e Paola Pace, un calendario che di fatto chiude un’annata di grandi mostre ospitate al museo.

Per finire in bellezza l’anno e ricominciare il nuovo all’insegna della cultura nelle antiche sale del Museo della Stampa viene proposta un’esposizione che restituisce la complessità della ricerca e l’inventiva dei due artisti con una selezione di circa 40 incisioni che appartengono alla loro più recente produzione, compresi alcuni lavori mai esposti o creati appositamente per questo evento.

I due giovani artisti scelgono di creare opere essenziali in bianco e nero, in cui il segno si fa concetto astratto. Attraverso la combinazione di punti e linee, vuoti e pieni, propongono una struttura visiva che è un criterio di intendere il mondo, di destrutturalo e ricostruirlo.

Nella vita di ogni giorno si assumono inconsapevolmente immagini astratte non nel senso di immagini irreali, ma nel senso di immagini innaturali, prodotte dal panorama artificiale che condiziona l’individuo attraverso sollecitazioni senza intenzionalità e questi stimoli visivi determinano reazioni a livello subcosciente. Manuel Alfieri e Paola Pace generano così un nuovo mondo di immagini dove, anche se non è data una referenzialità semantica precisa e di per sé significante, sollecitano nello spettatore la memoria di uno stato d’animo, di un’impressione o di un’emozione.

Nelle opere di Manuel Alfieri le geometrie fermano il tempo e lo trasformano in segno, intessendo un dialogo tra spazi vuoti e pieni. Un dialogo muto, frutto di una “scrittura” introspettiva e silenziosa che riduce al minimo per arrivare all’essenziale. Per Alfieri la calcografia diventa un mezzo di studio per approfondire la sua formazione grafico pittorica.

Le incisioni di Paola Pace sono fatte di segni, essenziali o carichi di inchiostro e di materia. Questi lavori evidenziano profondità e sovrapposizioni di grigi e neri, vuoti impressi che con chiarezza e forza creano immagini evocative ed espressive. Si incontrano qui riflessioni su paesaggi esteriori e interiori che si scoprono simili: luoghi dell’anima e anima dei luoghi che i segni, evocano e richiamano alla mente. Incontri che abitano gli uni e degli altri e che si rivelano nelle suggestioni che suscitano. Serie tematiche in cui non si ricerca forzatamente un richiamo figurativo ma in cui l’osservatore può perdersi tra gli intrecci e le geometrie compositive alla ricerca della propria chiave di lettura.

La mostra sarà l’occasione per conoscere il percorso artistico dei due protagonisti che hanno trovato nella tecnica dell’incisione il tramite per esprimere la loro visione artistica.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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