La Tognazza amata

Ferrara – Cosa hanno in comune Tognazzi, una scuola alberghiera e Cassa Padana? Facile risposta: una cena di beneficenza che Cassa Padana ha organizzato il 13 aprile, nel salone dell’istituto Vergani.

Una serata in cui gli ospiti hanno bevuto i vini di casa Tognazzi e gli allievi della scuola alberghiera hanno reinterpretato alcuni piatti creati a Ugo, che era famoso – oltre che come attore – anche come cuoco. E Gianmarco Tognazzi ha allietato gli ospiti raccontando alcuni dei mille aneddoti legati ai suoi ricordi del famosissimo papà.

“La Tognazza Amata” non è il nome di una commedia (anche se sembra), e – immediatamente – risalta il nome di uno dei comici più amati (e indimenticati) del nostro paese: Ugo Tognazzi. E infatti è il nome di una azienda vinicola di proprietà della famiglia Tognazzi.

Sorge spontanea una domanda: ecchissenefrega?
Ce ne freghiamo noi, che con Gianmarco Tognazzi stiamo organizzando una cena benefica in cui – indovina un po’ – berremo i vini di casa Tognazzi.

Vini che oltre ad essere molto buoni (dicono gli esperti) hanno nomi a dir poco inconfondibili: si chiamano “Tapioco”, “Come se fosse” e “Antani”.

Rileggete le tre parole di seguito e immediatamente vi tornerà alla mente (e se non accade vi ordino di correre subito su youtube!) uno dei più fortunati “tormentoni” della commedia italiana, la famosa frase, sconclusionata, irriverente e irresistibilmente comica con cui il Conte Mascetti prendeva per i fondelli il malcapitato di turno nel famoso film Amici miei.

Allora ricapitoliamo: Ugo Tognazzi aveva una azienda vinicola; l’azienda oggi è gestita professionalmente da Gianmarco Tognazzi; l’azienda produce ottimi vini (o almeno dicono, ma state certi che ce ne accerteremo); un nostro cliente di Ferrara a breve inizierà a distribuire i vini; a Ferrara c’è una scuola alberghiera (il “Vergani”) famosa in tutta Europa; Cassa Padana non perde occasione per collegare soggetti e creare situazioni benefiche.

Unite il tutto e avrete gli ingredienti di una cena di beneficenza che Cassa Padana organizzerà il 13 aprile, nel salone del Vergani, una serata in cui gli ospiti berranno i vini di casa Tognazzi e gli allievi della scuola alberghiera reinterpreteranno alcuni piatti creati a Ugo, che era famoso – oltre che come attore – anche come cuoco.

Gianmarco Tognazzi allieterà gli ospiti raccontando alcuni dei mille aneddoti legati ai suoi ricordi del famosissimo papà.

Sono infatti ormai divenute famose le “cene degli amici” che periodicamente Ugo organizzava a Velletri (dove ha sede l’azienda agricola di famiglia) e a cui partecipavano alcuni dei più famosi nomi dello spettacolo italiano (se andate su you tube, troverete tra gli altri alcuni resoconti esilaranti di Paolo Villaggio, al tempo ospite fisso di questi eventi gastronomici).

In realtà Gianmarco Tognazzi – oggi attivamente impegnato in azienda, oltre che nella sua attività di artista – racconta una versione diversa di queste cene, spesso riportate dai vari (e fortunati) ospiti con toni tra il goliardico e il divertito.

La verità invece è che Ugo Tognazzi si considerava un cuoco a tutti gli effetti e prendeva tremendamente sul serio tutto ciò che aveva a che fare con il cibo e la cucina. E’ stato ad esempio un precursore del “biologico” e del concetto di “chilometro zero”, oltre che un grande studioso di cucina ed uno spericolato sperimentatore di cibi e sapori.

Altrettanto serio era l’approccio al mondo del vino, che veniva prodotto inizialmente per uso privato, e che poi invece è diventato l’oggetto di una vera e propri azienda vitivinicola gestita oggi professionalmente dal figlio Gianmarco.

Agli allievi del “Vergani” non verrà chiesto solo cucinare, ma di studiare il Tognazzi cuoco e le sue ricette, che verranno reinventate e abbinate ai vini della “Tognazza Amata”.

Cassa Padana ha curato gli inviti, assicurandosi che le persone apprezzino, oltre alla qualità del cibo e della compagnia, il fine benefico di questa iniziativa (e di conseguenza di mostrino generosi e riconoscenti).

Parte del ricavato finanzierà la ricerca del medico ferrarese Paolo Zamboni, famoso per essere a capo di una équipe di ricerca che sta mettendo a punto una cura sperimentale contro la sclerosi multipla. Parte invece finanzierà l’acquisto di una sedia “sali/scendi motorizzata” che verrà installata in un’ambulanza di proprietà della “Croce Amica Onlus” di Ferrara.

La Redazione
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