Le dodici fate di Cremona

Cremona – Se a Cremona abitassero 12 differenti fate, nascoste nei posti più impensati, cosa direbbero? Come descriverebbero la loro città? Per la gioia dei bambini -e non solo- Antonia Stradivari, ultima discendente del leggendario liutaio cremonese e nota attrice di teatro, ha creato la magia di 12 favole, una per ogni mese dell’anno, raccolte in un libro illustrato da Laura Bruschi e pubblicato, anche grazie alla collaborazione con Cassa Padana, dalla libreria il Convegno. Ne abbiamo parlato con l’autrice.

Antonia, come è nata l’idea di questa raccolta?
Considero questo libro la fine di un percorso, un viaggio iniziato nel 1997, da quando il 13 dicembre ho cominciato a rappresentare Santa Lucia, travestendomi per i bambini e raccontando in fiaba la storia della Santa. Ricordo il primo anno in Piazza Duomo: quanti bambini, quanti occhi curiosi e attenti. La tradizione è continuata al Parco del Vecchio Passeggio, per poi terminare nel 2009. Da questa poetica esperienza con i bambini, col mondo fantastico della fiaba, è nata l’idea di rendere concreta e tangibile questa magia. Il libro è appena uscito ed pronto per essere regalato a Santa Lucia.

C’è un legame fra le sue fatine e l’amata Santa con l’asinello?
Santa Lucia è la nostra fata per eccellenza, personaggio a metà fra leggenda e realtà. Pare che non si chiamasse effettivamente così e la scelta di festeggiarla la notte del 12 dicembre si rifà ad una tradizione pagana, come spesso accade nel Cristianesimo: la celebrazione della Luce nel giorno più buio dell’anno. Ecco allora il nome Lucia, quale personificazione di un elemento immateriale, proprio come accade per le mie fate, Fata Galaverna, Fata Orologio, Fata Nebbia, Fata Arcobaleno, personificazioni di elementi della natura, oggetti o sentimenti, come la Fata Malinconia, nel mese di ottobre.

L’elemento magico è molto importante per i bambini, da qui il successo di Santa Lucia…
Certamente. Il tramite fra questa esperienza e i bambini sono i genitori che devono creare l’evento, la “scenografia”, alimentare l’attesa, protrarre il più a lungo possibile questo senso del mistero. Il compito del genitore, e dell’adulto in genere, è quello di non bloccare ma anzi accrescere questo senso del magico anche e soprattutto attraverso le favole. Il mondo è duro, certo, e i piccoli lo capiranno nel tempo. Anche nella fiaba ci sono gli ostacoli, ma poi tutto si sistema e c’è il lieto fine, questo li tranquillizza.

Le tue fate come sono?
Sono gli spiriti nascosti delle cose. Personaggi che sentono spesso la solitudine di questa città. Ogni mese è rappresentato da una fata diversa, con una diversa storia, ambientata in un angolo della nostra città, un quadro di tradizioni e abitudini locali, è la nostra rappresentazione, ma in maniera poetica e lieve. Grazie alle illustrazioni di Laura Bruschi sono riuscita a creare delle istantanee di un mondo nascosto e sotterraneo, un mondo fatato che tanto affascina i più piccoli.

In ogni scritto c’è una parte di vita dell’artista che lo compone, è così anche per te? Il libro è un omaggio alla mia Cremona, che amo molto, ma che molto spesso è chiusa, ferma, priva di senso del bello e del mistero. Orfana di quell’apertura che le permetterebbe di crescere. Il suo nome è legato a filo doppio a questa città.

Come ci si sente a essere una Stradivari a Cremona? Nome impegnativo, indubbiamente. Avendo scelto una professione nel campo dell’arte questo nome non è facile da portare, implica un continuo confronto con un grande artista, come il mio avo. Nel tempo ho imparato a non sentire il peso di questa discendenza, a essere solo me stessa, oggi questo cognome per me è come un bellissimo gioiello di famiglia, da esibire con orgoglio.

Barbara Ponzoni
Barbara Ponzoni, laureata in lettere moderne. Scrive da sempre, per lavoro e per diletto. Attualmente è nella redazione di Popolis.it, Popolis rivista e VivereCremona.it.

NESSUN COMMENTO

Lascia il tuo commento


uno × = 3