O Gesù, se un giorno tu ritorni …

Brescia – Come chiaramente vi si legge, al centro di questa pubblicazione, c’è “(…) l’appuntamento del Natale cristiano, come scelta di una volontà di approfondire il mistero (cristiano per eccellenza), quale l’incarnazione di Cristo come segno visibile dell’amore di Dio per l’umanità intera”.

Vari autori bresciani concorrono a redigere la ventina di pagine, racchiuse nell’opera monografica dal titolo “O Gesù se un giorno tu ritorni...”, dove, ancora secondo don Luigi Salvetti a cui, pure, si deve la sopra menzionata considerazione, tale iniziativa editoriale rappresenta, fra l’altro,“(…) una ipotetica, ma concreta breve teologia della incarnazione di Cristo e, come secondo elemento per spiegare questo nostro avventurarci con tanta insistenza sul tema del Natale, la richiesta forte e plebiscitaria di quanti nell’arco di questo tempo, hanno atteso il nostro fascicoletto per rispondere alle esigenze concrete della pastorale ordinaria (ritiri, incontri formativi, liturgie e paraliturgie).”

Uno strumento divulgativo di riflessione che, oltre a questo sacerdote ed ai suoi apprezzati disegni presenti fra i vari contributi di lettura pubblicati, deve la propria puntuale stesura significativa alla sperimentata condivisione riguardo a quanto, in questo caso, è parso ispirato al Natale, secondo l’interpretazione, in tale senso, proposta da mons. Eraldo Fracassi, Gianfranco Grasselli, mons. Osvaldo Mingotti, Angelo Onger, don Giancarlo Pianta, don Gabriele Scalmana e Giuliano Venieri.

o_gesuNell’efficace rivisitazione grafica, mediante la quale una personale arte figurativa si confronta con i contenuti propri della tradizione natalizia, la pubblicazione si equilibra attorno al perno della solidarietà fattiva e contemplativa verso quella condizione umana di sofferenza che è resa feconda dalla mediazione esercitata dalla speranza cristiana aperta in uno sguardo convinto di fede che esulta innanzi alla venuta al mondo del Salvatore.

Come indicato dal titolo, le varie riflessioni inanellano, nel vincolo costruttivo di una comune matrice di mirate argomentazioni, la spontaneità di differenti prospettive interiori, riversate su quel medesimo profilo di analisi della realtà osservata dove, quanto si addensa nello scibile umano, pare diradarsi insieme al cielo festante pervaso dall’annuncio angelico riecheggiante nella notte di Betlemme.

In tale ambito, le chiavi di interpretazione espresse nella pubblicazione, trovano interagente testimonianza nelle rispettive tracce d’analisi sviluppate dagli autori: nel riferimento ai pronunciamenti di papa Francesco, come pure nel contesto locale di una data realtà parrocchiale, pure evocata nel riscontro comunitario traslato da alcuni avvenuti avvicendamenti, procedendo anche, su un profilo più generale, nel significato messianico a riscatto della corruttibilità umana, a cui la pubblicazione accompagna il considerare, invece, in un’altra pagina, la ventilata esigenza di rinnovamento dell’essere Chiesa oggi, fino a riservare spazio ad una riflessione sull’esperienza della sofferenza e, su altro versante, a contestualizzare la festività natalizia nell’esplicitazione di una triade di luoghi emblematici nei quali la nascita di Gesù rappresenterebbe un’analoga sfida, pure utile per una ferma presa di posizione, circa la stigmatizzata manifestazione dei corrispondenti segni, ad essi correlati, di ingiustizia e di infedeltà alla consegna dell’amore, mentre nella menzione dell’innocenza esemplare dei bambini, come indicato da Cristo nel Vangelo, scaturisce, fra l’altro, lo spunto fatto proprio da Giuliano Venieri nel ricondursi, con questo aspetto, a certe perduranti esperienze positive di impegno sociale dove l’intento di fondo è stato, fra l’altro, inteso a favore di “tutti i bambini poveri del mondo perchè potessero reinventare e reinterpretare la loro realtà. Se anche noi potessimo fare altrettanto!”.

Per la stampa prodotta dalla “Com & Print”, anche il sopraggiungere nella storia di un altro Natale, con cui il 2016 interseca pure quella tradizione attraverso la quale di tale ricorrenza se ne sperimenta la celebrata rappresentazione, ha la ferma attestazione di una serie di contenuti sui quali poter indugiare nella lettura rivolta ai testi, confezionati in una ormai ventennale edizione che include, anche per questa volta, una varietà cromatica di differenti e di nuovi disegni di don Luigi Salvetti, atti a valorizzare la medesima pubblicazione, preziosa nel suo significato fondante, perchè, come, fra l’altro, scrive mons. Osvaldo Mingotti: “Il Natale è il perenne fondamento della nostra civiltà, Dio inserito nell’uomo in una sola carne. Questo misterioso avvenimento ci dona la virtù infusa della Speranza che offre al Signore lo spazio di agire nella vita di ciascuno di noi, per riempire il vuoto immenso che è nel cuore di ogni creatura, se manca Dio”.