Palestina, il nostro primo Ebook

Leno (Brescia) – Nuova avventura per Popolis: ebook. Il primo della collana “I Quaderni di Popolis” è disponibile online su Lulu e Amazon. E’ il racconto di un viaggio in Palestina, nella valle di Cremisan. Là dove dovrebbe arrivare un altro pezzo di muro.

Su Lulu.com l’ebook è gratuito. Su Amazon (per condizioni indipendenti dalla volontà dell’editore) al momento è a pagamento (euro 0.89).

Verrà un giorno senza confini racconta la storia di 58 famiglie palestinesi, un convento di suore salesiane e un monastero di frati che si stanno opponendo alla decisione di Israele che costruire il muro di separazione anche nella valle di Cremisan, fra Betlemme e Gerusalemme.

La redazione di Popolis è andata in Palestina la scorsa estate perché in questa dolente terra Cassa Padana ha un progetto di cooperazione internazionale.

In un blog e in un documentario hanno cercato di raccontare la volontà del Governo israeliano di costruire un altro pezzo di muro. L’ennesimo nonostante gli accordi internazionali. Nonostante il processo di pace comunque in corso. Nonostante appaia come una violazione del diritto internazionale.

A Cremisan il muro coinvolgerebbe non solo i palestinesi, ma anche un convento di suore salesiane e un monastero di monaci. In entrambi i casi sono quasi tutti religiosi italiani.

Il progetto del muro nella valle di Cremisan è una follia senza pietà. Dividerebbe per sempre le suore da oltre 400 bambini di Beit Jala che al convento vanno a scuola, passano i pomeriggi, giocano e imparano a vivere in pace.

“Questa è la valle simbolo della presenza cristiana in Palestina” spiega padre Ibrahim Shomali che ogni venerdì fra gli ulivi di Cremisan dice messa.

Da più di un secolo i monaci e le suore sono testimoni vivi di questo luogo. Danno lavoro alla comunità di Beit Jala al 70% cristiana, coltivano le terre, danno un’istruzione ai nostri bambini. I cristiani di Palestina si riconoscono in questo luogo di bellezza e pace”.

Solo qualche volta suore e monaci di Cremisan si sono uniti alla messa. In qualche modo restano in attesa degli eventi. L’azione legale contro il muro avviata dalle suore salesiane – seguite dagli avvocati della cattolica Society of St.Yves di Gerusalemme – e alla quale solo in un secondo momento si sono uniti i monaci, ha scatenato inquietudini e timori legati anche alla necessità di mantenere rapporti per così dire sereni con Israele.

Ma non è questo il problema che interessa le 58 famiglie palestinesi che il muro separerà dalle proprie terre. Né quello delle comunità di Beit Jala e Betlemme che qui hanno la loro valle più fertile, dal punto di vista ambientale davvero preziosa e luogo d’elezione per le passeggiate, i giochi, il tempo libero.

E’ piuttosto la necessità di difendersi a tutti i costi dal progetto israeliano di costruire un muro anche qui. L’ennesimo in un’area come la Cisgiordania assediata da oltre 700 chilometri di muraglia che nei progetti dovrebbero arrivare a quasi un migliaio.

Dopo la costruzione del muro a Cremisan sarà ancora più difficile raggiungere Gerusalemme. Per i palestinesi della Cisgiordania, ai quali già oggi è negato l’accesso alla città santa – se non con permessi che si riescono a ottenere con estrema difficoltà – sarà davvero impossibile. Non saranno solo i check point a fermare ognuno di noi.

Il rischio concreto è l’isolamento totale della Cisgiordania.

“Il Vaticano ha già fatto molto per i Palestinesi” assicura padre Ibrahim, “e anche in questo caso ci potrebbe aiutare. Ma Israele non ha paura e pensa solo al proprio interesse. Se davvero credono in questo muro, il rischio è che vadano avanti, senza curarsi di nessuno”.

Ma sa bene padre Ibrahim che la speranza è da sempre la fedele sposa della Palestina. E che Cremisan potrebbe diventare un caso simbolo della lotta contro il muro. Vincere qui significherebbe aprire un’altra storia per la Cisgiordania. Bisogna attendere.

Fra settembre e novembre 2012 la Corte israeliana ha ascoltato gli ultimi testimoni.

Nel febbraio 2013 sono previste l’udienza finale e la decisione dei giudici.

La Redazione
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