Premio Internazionale “La Donna dell’Anno”

Cerimonia di premiazione "La Donna dell'Anno" - edizione 2015

Aosta. Dal 10 al 13 novembre saranno in Italia per ritirare il Premio Internazionale “La Donna dell’Anno”, promosso dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, tre donne speciali che nel corso del 2016 hanno “cambiato il mondo”, mettendo la propria esistenza al servizio di progetti di solidarietà e di pace, spesso a rischio della vita, nei luoghi più poveri e remoti del pianeta.

Nell’occasione sarà possibile intervistarle e conoscere da vicino le loro storie drammatiche ma piene di speranza in occasione della Conferenza stampa che si terrà ad Aosta il 10 novembre alle ore 15.00, presso il Palazzo della Regione. Verrà data voce a questi straordinari personaggi, che raccontano storie fuori dal comune, nelle quali una forza tutta femminile riesce a trasformare vicende tragiche in occasioni di riscatto per sé e per gli altri.

Ciascuna delle finaliste riceverà uno dei tre premi previsti per la realizzazione dei progetti umanitari e di pace per i quali è stata selezionata: un primo premio del valore di 25mila euro, il Premio Popolarità di 15mila euro, e un terzo premio da 5mila euro.

La yazida Nadia (recentemente insignita del premio Vaclav Havel e del Premio Sacharov) è fuggita dalle torture del Daesh a Mosul e ora si batte contro i genocidi, la brasiliana Regina è scappata dalla fame e adesso dà da mangiare a tutta la favela con una cucina alternativa che ricicla i rifiuti alimentari, l’ivoriana Affoue è emersa dalla povertà in cui il marito l’aveva abbandonata con i figli, creando impresa femminile, scuole e ospedali nei villaggi ai margini della savana.

Nadia impiegherà la somma vinta per continuare la sua battaglia contro i genocidi e il terrorismo, Regina per portare la sua cucina alternativa in altre favelas del Brasile dove si soffre la fame, Affoue per costruire piccoli ospedali nei villaggi vicini alla savana dove l’unico punto di riferimento per i malati è ancora lo stregone.

«Con questo premio il Consiglio regionale della Valle d’Aosta offre un sostegno concreto ai progetti di sviluppo e di pace di tre donne straordinarie lontane dai riflettori della cronaca, che ogni giorno, anche a rischio della vita, portano avanti il proprio impegno civile e sociale in un mondo spesso sommerso, silenzioso, eppure così vivo e ricco di emozioni – dichiara il Presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta Andrea Rosset. – Le loro sono storie di solidarietà e fedeltà ai propri ideali, storie spesso di grande sofferenza ma anche di grande gioia nel mettersi al servizio degli altri, dei più deboli, della pace e della libertà, valori che la Valle d’Aosta, terra di confine e incontro tra le genti, è da sempre impegnata a difendere e promuovere.»

Affoue Ahoutoue Brigitte YOBOUE è una madre ivoriana abbandonata dal marito. Per uscire dalla povertà raduna le donne del suo villaggio in una cooperativa che permette loro di acquistare sementi e terreni a prezzi convenienti e avere forza contrattuale per stabilire un prezzo equo dei prodotti coltivati. Il surplus ottenuto viene reinvestito nell’attività agricola e nella costruzione di scuole dove studiano centinaia di bambini altrimenti destinati all’analfabetismo e alla criminalità. Nonostante le violenze, i soprusi e le minacce subite, continua a realizzare progetti di sviluppo locale, come scuole di tessitura e cucito. Sogna di completare tre piccoli ospedali che sta costruendo in zone rurali remote ai margini della savana per garantire l’accesso alle cure primarie in luoghi dove l’unico “medico” è lo stregone del villaggio.

brigitte - donna dell'anno

Nadia Murad Basee TAHA è irachena, di etnia yazida, sogna di fare il medico ma il Daesh attacca il suo villaggio e massacra la sua famiglia. Portata a Mosul, picchiata e violentata, è venduta e comprata come schiava del sesso fino a quando riesce a fuggire. Nonostante le spaventose violenze, la brutalità e i traumi psicologici subiti, decide di impegnarsi in una campagna per indurre il mondo musulmano a respingere il Daesh e condannare i crimini perpetrati in nome dell’Islam. La sua missione umanitaria è convincere la comunità internazionale a riconoscere come genocidio i crimini efferati commessi contro gli yazidi e le altre minoranze religiose.

nadia - donna dell'anno

Regina TCHELLY DE ARAUJO FREITAS cresce in una favela del Brasile, alle prese con la povertà e la scarsità di cibo. La sua vita è un inno alla lotta agli sprechi alimentari: dapprima recupera gli scarti nei mercati di strada e inventa ricette per valorizzarli, poi crea Favela Organica, una straordinaria esperienza femminile fatta di orti e compostaggio domestici, formazione professionale in scuole e ristoranti, ma soprattutto laboratori di cucina alternativa che prevedono lo sfruttamento integrale degli alimenti per un’alimentazione più sana, che produca più pasti e meno rifiuti. Sogna di poter costruire una sede per l’associazione ed esportare la sua esperienza in altre favelas.

regina tchelly - donna dell'anno

Il Premio Internazionale “La Donna dell’Anno” nasce nel 1998 per iniziativa del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, in collaborazione con il Soroptimist International Club Valle d’Aosta. All’origine del premio c’è la particolare vocazione di questa piccola regione d’Europa a difendere i valori di identità culturale dei popoli, piccoli o grandi che siano, a porsi quale soggetto attivo nella storia della conquista e tutela dei diritti fondamentali, a operare affinché le differenze siano intese in termini di ricchezza da salvaguardare. Il Premio ha ottenuto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il contributo della Fondazione CRT.

Tema centrale dell’edizione 2016: “Il cambiamento” – Donne che siano motore di cambiamento, di rinascita e che abbiano realizzato, all’interno del più ampio tema dei “diritti umani senza frontiere”, il loro progetto di sviluppo, creando un mutamento positivo di valori, di modelli, di comportamenti e di organizzazione in ambito sociale, culturale ed economico.