Presentata a Milano la mostra

Una partecipata conferenza martedì 6 settembre nella prestigiosa sala del Cenacolo al museo della Scienza

Milano. A pochi giorni dall’inaugurazione della mostra su Janello Torriani, lo sconosciuto genio cremonese del Rinascimento fa breccia al museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, un tempio dell’ingegno umano dedicato non a caso a Leonardo da Vinci.

Una partecipata conferenza martedì 6 settembre nella prestigiosa sala del Cenacolo al musritratto di Torrianieo, a cui hanno partecipato: Fiorenzo Galli, direttore generale del museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, Cristiano Zanetti, curatore della mostra e  il sindaco di Cremona Gianluca Galiberti che ha incantato i presenti con un’appassionata esposizione ponendo in evidenza gli scopi e le finalità della mostra.

Secondo il primo cittadino cremonese la mostra di Torriani è parte di un ampio progetto con lo scopo di “generare cultura”, a cui l’amministrazione della città di Cremona sta lavorando da tempo, con i vari soggetti pubblici e privati che credono nella cultura come fondamento di rigenerazione sociale. E’ stato inoltre sottolineato la partecipazione degli istituti scolastici cremonesi, che per la mostra saranno partecipi con numerosi lavori, ricerche, modelli, laboratori e non solo visitatori.

Tra i sostenitori della grande mostra Janello Torriani ci sono Cassa Padana e la Fondazione del Dominato Leonense

La conferenza al museo della Scienza e della Tecnologia di Milano è innanzitutto dovuta alla collaborazione con Cremona, dal tempo del trasporto del sommergibile Toti nel 2005 da Cremona al museo di Milano, ma soprattutto perché il museo milanese partecipa alla mostra Janello Torriani con alcuni prestiti d’eccezione.Dondi 02 Restauro@AndreaBOSSOLA_IMG_0262_HI

Tra questi la copia perfetta del celeberrimo Astrario di Dondi, uno dei capolavori della scienza e della meccanica medievale. L’orologio originale risale alla seconda metà del 1300. Le ultime notizie relative all’Astrario dondiano risalgono al 1529 quando viene citato in occasione dell’arrivo in Italia di Carlo V, re di Spagna e Imperatore del Sacro Romano Impero. Descritto ormai come in cattivo stato di conservazione e necessitante di manutenzione, andò presumibilmente distrutto negli anni successivi.

Anche Torriani, al seguito di Carlo V, venne affascinato da questi sofisticatissimi strumenti e ne realizzò diversi, come la mostra cremonese racconta. Questo affascinate e complessissimo orologio astronomico mostra l’ora, il calendario annuale, il movimento dei pianeti, del Sole e della Luna. Inoltre, per ogni giorno sono indicati l’ora dell’alba e del tramonto (alla latitudine di Padova, città dove lo realizzò il Dondi), la “lettera domenicale” che determina la successione dei giorni della settimana e il nome dei santi e la data delle feste fisse della Chiesa.

Sempre dal Museo della Scienza e della Tecnica arriverà a Cremona anche un trattato che potrebbe essere definito come la “summa” delle conoscenze tecniche e tecnologiche, meccaniche in particolare, del Cinquecento. Si tratta Le diverse et artificiose machine di Agostino Ramelli.Le diverse et artificiose machine_AgostinoRamelli1588_frontispiece@Museoscienza

L’opera dedicata al re di Francia, pubblicata a Parigi nel 1588, consiste di 195 capitoli, ciascuno dei quali contiene l’illustrazione e la descrizione, in francese e in italiano, di una diversa macchina. Si tratta nella maggioranza dei casi di macchine per il sollevamento dell’acqua (norie, viti di Archimede e soprattutto una grande varietà di pompe), ma sono presenti anche vari tipi di mulini, seghe idrauliche e altre macchine azionate dalla forza dell’acqua, nonché gru, fontane e strumenti di interesse bellico.

Tra questi ultimi un rivoluzionario carro armato anfibio la cui struttura, costituita da assi di legno, era a tenuta stagna. Quando si muoveva su terreno utilizzava quattro ruote normali, mentre se doveva attraversare dei corsi d’acqua usava due ruote a pale, manovrate a braccia.

Gran parte dei settori documentati da Ramelli videro Torriani coinvolto o interessato. Il cremonese si misurò, in particolare, con tutto ciò che riguardava il sollevamento e la distribuzione dell’acqua. Campo di attività che lo rese celebre e che però gli fu fatale. Il suo stupefacente progetto di innalzare l’acqua del Tago sino all’Alcazar di Toledo stupì il mondo ma risultò per Torriani una colossale perdita economica.

Ora l’attesa per la mostra “Janello Torrinelle sale del museo del Violino di Cremona dal 10 settembre al 29 gennaio 2017.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.