Una serata al Chaplin

Piadena (Cremona). Buona la presenza di pubblico alla proiezione del filmato del falò di Pescarolo realizzato dal signor Morandi, membro della Lega di cultura di Piadena, nell’ambito di un iniziativa regionale realizzata con la collaborazione del Comune di Pescarolo ed Uniti, presso il cinema Chaplin di Cremona.

All’ingresso del teatro sono state esposte alcune fotograzie di personaggi caratteristici dell’ultrasecolare tradizione Pescarolese, tra i quali Achille Milani che fu per tanti anni quello che oggi chiamiamo “Re del carnevale” e si dice che nel lontano 1971, quando il carnevale in piazza non si fece, lui fu tra quelli che arrivarono da Pieve Terzagni con il carro funebre.

La serata è stata aperta dal benvenuto dal signor Michele Brugnoli ai presenti in sala. Ha ricordato l’impegno del cinema Chaplin sul rapporto con il territorio:

Potrebbe essere considerato come un filo rosso che collega la riproposta del film di G.Butturini  “Il mondo degli ultimi” alla rassegna dal titolo “sappia Bernardo che sono tornate le lucciole in giardino” con convegni e proiezioni che si svolsero nella nostra sala – ha precisato Brugnoli – e in sala Puerari, oltre a tante altre proiezioni che nel corso degli anni abbiamo realizzato con obiettivo primario il rapporto tra cinema e cultura locale. Un lavoro – ha poi ricordato Brugnoli – fatto con tanta passione dai soliti amici del gruppo, Olivia Barbieri, Pier Luigi Bonfanti Sabbioni e tra questi non possiamo dimenticare la Lega di Cultura di Piadena con Giuseppe Morandi e Gianfranco Azzali, che ospitiamo sempre con grande piacere per il lavoro che fanno, un importante ricchezza per tutti.”

Brugnoli ha poi passato la parola al Professor Paolo Barbaro la persona più idonea, ha precisato Brugnoli, alla presentazione della serata, molto vicino alla realtà della Lega. Oltre che esperto documentarista è anche responsabile della sezione fotografia del Centro studi e archivio della comunicazione di Parma (CSAC che oggi si trova all’interno dell’Abbazia di Valserena), essendo anche docente presso l’Università stessa.

Ringraziando per l’invito il Professore ha ricordato come nel 1975 ebbe modo di conoscere gli amici di Piadena e tra questi il fotografo Morandi “che non era fotografo e neanche cineasta, ma un qualcosa di diverso, un antropologo, un raccontatore attraverso delle fotografie stampate su formato cartolina, della vita contadina alla quale lui stesso appartiene. Un fotografo senza macchina, ma che basava il suo lavoro sul rapporto con la gente, facendosela prestare, creando un rapporto di amicizia, di fratellanza, stabilendo rapporti con delle persone, con una comunità dalla quale trarre valori non solo basati sul senso umanitario, ma politico nel verso senso della parola“. Ricorda come Morandi venne a Pescarolo le prime volte con Gianni Bosio, dopo avere ricevuto le prime nozioni di fotografia dal maestro Lodi e vi è ritornato, come fotografo, dopo oltre quarantacinque anni.

In merito Barbaro fa una sintesi del film, mettendo in evidenza le varie particolarità della tradizione pescarolese facendo riferimenti ad antiche tradizioni e agli scritti sull’argomento realizzati da vari studiosi.

I ringraziamenti ai pescarolesi presenti sono arrivati anche da parte della signora Olivia Barbieri. Successivamente essa stessa ha chiamato gli amici della lega Giuseppe, Micio e Roberto ai quali, dopo oltre cinquant’anni di impegno, ha ritenuto doverosa la consegna di una targa, che come ha precisato non è da ritenere un Oscar, ma un gesto di riconoscimento con affetto e amicizia a persone che si occupano degli altri con premura e generosità.

Infine un grazie è arrivato anche dagli amici della lega, con l’affermazione di Morandi che se ha fatto tutto questo film è solo grazie alla partecipazione dei cittadini di Pescarolo.

Il falò finisce e il suo regno, vede la gente camminare attorno, in modo quasi automatico e come in trance, tenuta insieme da un qualcosa che attraversa indenne tempo e spazio, forse è quello che chiamiamo, umanità”… questo il testo del Professor Paolo Barbaro a conclusione del film.

Molto gradita dai pescarolesi intervenuti la presenza di “amici del carnevale” esterni e di ex pescarolesi che, anche se ormai lontani dalla realtà di paese, con la loro presenza hanno dimostrato di averla sempre nel cuore.